Chi Siamo

Chi Siamo

Un piccolo gruppo di persone unite dalla comune passione per un’alta qualità di riproduzione sonora, decisamente stufi della piega che ha preso il mercato del cosiddetto “high end”, che propone oggetti costosissimi e privi di un vero significato, e che hanno deciso di mettere insieme le rispettive competenze per porre sul mercato qualcosa di nuovo.
Il nostro team è composto da individui con tutte le conoscenze tecniche necessarie allo sviluppo di diffusori acustici, unitamente a decadi di esperienza in progettazione, controllo qualità, metodologie di processo e tutto quello che occorre per giungere ad un prodotto finale assolutamente eccellente sotto ogni punto di vista, prezzo incluso.

Dove siamo

Siamo nella parte nordoccidentale dell’Italia, una regione chiamata Piemonte, visto che effettivamente siamo circondati da montagne. Siamo, più, precisamente, all’interno delle “langhe”, che in dialetto significa “cime di collina”, regione nota per i vini, le nocciole ed i tartufi, e protetta dall’Unesco per le sue peculiarità e storia. Qui accanto con un breve video, per gentile concessione del Rotary Club, vi mostriamo la magia delle nostre terre.

Testimonianze 




GIUSEPPE CASTELLI (ROMA)

Titolare di REMUSIC, internet hifi magazine (https://www.remusic.it )

Lo abbiamo invitato ad un ascolto presso la nostra sede, ed il risultato è questo suo commento: 

Bell'ascolto ieri da Barbara di V&A, indipendentemente da prezzo e blasone, ottimi diffusori. Coerenza, tenuta in potenza, trasparenza, matericità, nuances... Ditemi una qualsiasi caratteristica tipica dei buoni diffusori e qui c'è. Complimenti, tieni duro e vai così!”
 


MARCO SORIA (ASTI)  

 Musicista e compositore (www.amemanera.com)

Sono musicista da sempre,  dentro e fuori, la musica è il respiro della mente e una melodia gira sempre dentro di me, melodie famose o mai sentite, più o meno belle…a volte se interessanti  mi fermo e le scrivo per non dimenticarle. Con i diffusori V&A si sente quello che ha pensato l’artista, ogni sfumatura e ogni dinamica, la separazione delle singole parti e gli ambienti assegnati in fase di costruzione del brano e missaggio. Le chitarre acustiche in particolare hanno un “vivere”  naturale, che se ci suoni insieme sul divano diventa come fare una jam …bello. Da giovane ho passato ore sui registratori a cassette per “separare”, ascoltandole,  le parti dei brani per impararle….averle avute allora, delle casse così…! Beh, adesso sono qui, nella mia sala: grazie, ragazzi!



 ALESSIO BERTINI (MILANO)

Tecnico riparatore di apparecchi hi-fi, musicista


Ho scoperto i prodotti di V&A per puro caso, quando uno dei titolari mi ha inoltrato un amplificatore per una riparazione. Chiaccherando al telefono è emersa una comune visione dell’attuale mondo dell’hifi, ormai tutto immagine e nessuna sostanza, ed incuriosito sono andato ad ascoltare i loro diffusori. Dire che ne sono stato entusiasmato è ancora poco, perché non solo li ho voluti per me stesso, ma ho chiesto ed insistito di potere divenire rivenditore per la mia regione, talmente sono rimasto persuaso della loro prestazione e del prezzo accattivante: sono orgoglioso di dire che sto lavorando con una realtà seria e concreta, tutta sostanza e niente fumo.



PAOLO BOGLIOLO (CUNEO)

Impiegato
 

La musica è sempre stata una compagna di vita, per me, ma non mi ero reso conto di quanto fosse importante ascoltarla bene finchè non ho avuto modo di sentire una coppia di Guregn. Ho letteralmente scoperto dei dettagli sconosciuti nei brani che ascoltavo da anni su un impianto che, sebbene non costosissimo,  credevo fosse più che dignitoso, e la differenza è stata drammatica. Un vero grazie ai ragazzi di V&A per avermi permesso, a quarant’anni suonati, di innamorarmi di nuovo della musica.
 



ANDREA DI CESARE (MILANO)

Scrittore, giornalista


Le casse acustiche progettate e costruite una ad una da V&A, sono l'espressione di una grande attenzione per la musica e il gusto di un fine design. Le ho potute sperimentare io stesso, ed altre persone della mia cerchia che le hanno acquistate. Tutti siamo concordi nel dire che, a differenza di normali casse acustiche prodotte industrialmente e in serie, hanno una notevole marcia in più. Se, per esempio, ci riferiamo a una loro collocazione in ambienti ristretti e condominiali, dove non è possibile produrre alte quantità di suono, anche a bassi volumi hanno una tale resa e una tale qualità nel riprodurre il suono, che le rende uniche. Non c'è paragone con altre casse acustiche che - il più delle volte - producono più disturbo che altro. Sono felice di poterne godere il suono magico, avvolgente, anche a basso volume e in piena notte, dovendo vivere in un condominio dove la musica alta non è accettata, senza rinunciare a un ascolto avvincente.


 

ETTORE DE SABATIS (CAMPOBASSO)

Consulente finanziario ed assicurativo


Per il mio sistema 5.1 volevo il meglio: mi ero innamorato della gamma medioalta delle artaban, ma non avevo spazio sufficiente per inserirle in ambiente, ed i ragazzi della V&A hanno creato apposta per me un ibrido con il mobile e la gamma bassa delle Lember, ma con i medioalti delle Artaban….fantastici, non avevo mai trovato né una simile disponibilità né la possibilita di ottenere un diffusore creato apposta per le mie esigenze, e rifinito come lo volevo io!. Ho completato con un Gheddo come centrale e due Drolo per i canali effetti, ed adesso finalmente mi godo film e musica come Dio comanda!


Pasquale Lionetti (Trento)

Consulente Informatico

Lember

Come dal vivo
Quando ho letto quella frase sul sito il ricordo è andato ad un ascolto, no anzi due. Avvenuti mesi addietro, ma a dispetto della effimera memoria dell’orecchio, qualcosa era entrato passando dai timpani ed aveva marcato alcune celle di memoria. Indelebilmente. Così che tira e molla, tratta e contratta, finalmente una tarda serata di cica 15 giorni orsono le Lember hanno emesso il primo vagito a casa mia.
Premessa. Non è mai accaduto da che ho i miei precedenti diffusori che, di ritorno da una mostra di Hi-Fi o da un evento live, andato a casa, ho ascoltato qualcosa riprodotto da essi con insoddisfazione. Le mie casse sono state (sono) per anni un punto di riferimento per me e mia moglie Valeria. La cito perché la ritengo un orecchio profano ma profondo e le sue sensazioni sono pure. Guidate da un intelligenza acuta, analitica ed attenta ma incontaminata dai dettagli tecnici su materiali, trasduttori, frequenze di taglio, litraggio e quant’altro, va al sodo. Negli istanti quindi intercorsi fra il serraggio dell’ultimo morsetto e il “PLAY”, mi sono sentito come se avessi dovuto suonare o cantare io tanto pieni sono stati di pathos, di dubbi e di vera e propria ansia da prestazione. “Allan Taylor, Colour to the moon” primo brano. Volume a -36 dB data l’ora tarda eppure, nei secondi scanditi sul lettore di musica digitale che andavano dallo 00:00 al 00:10, sono successe queste cose (lo stupore permane ancora oggi):
1)      Sopracciglia che si alzavano per far posto agli occhi che si spalancavano nella più universale espressione di stupore
2)      Sorriso (ebete) che è partito un orecchio per arrivare a capolinea all’altro orecchio
3)      Mia moglie sonnecchiante sul divano che alza una palpebra e pronuncia la frase “Mi spiace ma sono superiori alle “tue”(avevo professato la fede nelle “mie” numerose volte nei giorni precedenti).
Dopo il primo minuto ero già in grado di fare una recensione all’ artefice di queste cose suonanti\canore (che ha per motivi a me sconosciuti in grande considerazione il mio parere). La recensione via Whatsapp è stata questa. “Orcoggiuda’!!!”
 
Eseguono non riproducono
Cerco, con il mio incerto scritto di introdurre il concetto di ascolto live. Il suono di moltissimi diffusori Hi-Fi al di là di tutte le millemila variabili costruttive tecniche, filosofiche possibili, è accomunato una caratteristica drammatica. E’ sgonfio. Privo di spessore, non ha pathos non ha vita è come una lastra radiografica in taluni casi ma è morto o in fin di vita. Se passaste fuori ad un club sapreste che stanno suonando live o se ascoltaste ad occhi chiusi un sax, sapreste che non è un diffusore HiFi
Queste sono VIVE! Queste sanno restituire l’evento con l’impatto di un concerto rock e il dettaglio che senti nelle prime file dei teatri. Riproduzione è un termine inappropriato. Qui è corretto parlare di esecuzione. Sia che eseguano monolitiche monografiche playlist, tutte incentrate su 40 anni di carriera di un solista, che altre del tutto improbabili che possono spaziare come una serata al Festivalbar. La denominazione è una. E’ musica e la musica eseguita non riprodotta difficile che non coinvolga. E’ spazialità, dettaglio, corpo, sussurro e tuono. E loro eseguono da performer eccezionali.
 
Attenzione!
Non sto parlando di livelli sonori di centinaia di dB o di potenze di centinaia di Watt. No, ora ci arrivo. Joseph Mery, scrittore drammaturgo e giornalista francese, scrisse che Dio creò il gatto per dare all’uomo la gioia di accarezzare una tigre. Trasposto su un diffusore significa che a volumi che consentono una civile convivenza matrimoniale e condominiale, ogni particolare resta presente, udibile, dettagliato e pieno, da un estremo di banda ad un altro. Tutto piccolo ma tutto al posto suo come i dentini di un gatto o le sue unghie. Tutto molto ben avvertibile se il gatto vuol farvelo sentire. Le Lember vi fanno sentire tutto anche a potenza ridotta. Il pizzicato delle corde con le dita che scavalcano i tasti sul manico della chitarra, gli attacchi fulminei del piano anche in sordina. E’ tutto in scala ma c’è tutto. E poi se si alza il volume?
Arriva la tigre. Le fusa diventano simili ad un fuoribordo 8V Evinrude al minimo, lo strusciarsi è una spallata e il miagolio diventa ruggito.
Non c’è un limite percepibile perché non c’è fatica di ascolto. La chitarra urla come ci si aspetta che urli, le tastiere espandono la stanza oltre il suo limite fisico, la batteria ti arriva addosso come una carica di cavalleria e il basso rulla e si insegue con la kick drum come i tuoni da un capo all’altro del cielo quando il tempo minaccia e mantiene tempesta. Questo diffusore è evocativo Evoca una cosa che non c’è e te la materializza lì davanti che sembra di poterla vedere. Chiunque abbia ricordo di un concerto avvincente, di un bravo performer o della propria band preferita difficile che vada via avendone “avuto abbastanza. C’è quel sottile dispiacere di quando esci dallo stadio o dal teatro a fine spettacolo. Si hanno questo difetto.
La cosa brutta è che sono in grado di riprodurre anche questo, che ti allontani sempre col dispiacere di aver dovuto premere lo STOP.
 
Niente distrazioni
Bisogna dar loro l’attenzione che meritano. Non invitereste Sting o Miles Davis a casa vostra e poi, mentre suonano ve ne andate di là a preparare la cena.  Non andreste all’auditorium per poi sentire il concerto dal Foyer o guardando il cellulare. Ecco alle Lember l’attenzione bisogna darla ma se gliela dai sanno cosa farsene. Sanno tenerla avvinta per ore. Un concetto importante perché la musica è spesso ridotta ad attività di sottofondo. Ascoltata in cuffiette o tramite cassettine da pc o orrende soundbar spacciate per Cinema in casa, che restituiscono una scena ampia come la scatoletta in cui vi servono il Big Mac. Non è il loro caso, non lo è proprio. Difficile localizzarle come difficile diventa localizzare il confine della stanza. Collocate in un setup che prevede anche un centrale per ascolti Home Theater, (si sono anche un cinematografaro) riempiono la scena fra di esse al punto da ingannare un paio di una volta mia moglie, facendole dire che il centrale si prendeva troppo la scena. Quando invece era spento

 
Grande Cinema
Lo ripeto con orgoglio. Sono un “cinematografaro”. Ho quella passione per cui per me il cinema è suono ed immagine. Big sound e per quanto possibile date le dimensioni di una casa big screen. E le Lember come vanno? Il setup in casa in questo momento full Varda&Ascuta, prevede le Lember come canali frontali (e sub dato che sono biamplificabili su richiesta). A dar loro una mano il centrale Sclint e due piccole Garij come effetti posteriori. Che fanno allora queste V&A quando devono fare rumore e non solo musica? Beh fanno quello che sanno fare. Prendono il segnale che gli arriva dall’amplificatore e lo fanno esplodere portandovi su un elicottero che sta eseguendo un tonneau impazzito assieme a Daniel Craig 007, piazzandovi accanto (dio non voglia di fronte) a John Rambo, che brandeggia furibondo una calibro 50, o travolgendovi nel crollo di una piramide in X-Men Apocalypse, che vi aspettereste di dover togliere la polvere dagli abiti al termine della scena. E i dialoghi in cui spesso si dilatano i film di Tarantino ad esempio, sono eseguiti dal centrale con una piacevolezza che li equipara anch’essi ad un brano musicale.
Si insomma avete capito. Resto dell’opinione che le Mirage mi fecero quando le ascoltai la prima volta ad un Top Audio all’Hotel dei Congressi di Roma. Grandi diffusori dal grande e accurato suono ai quali bisogna rendere l’onore delle armi. Ma queste sono un ordine di grandezza diverso. Quella era un riproduzione fedele. Questa è una esecuzione. Appunto Come dal vivo
 
 E’ successo spesso da che queste colonne carbon look sono in casa che mia moglie mi ha affiancato sul divano che è per noi punto di ascolto e di visione. La cosa nuova è il suo atteggiamento nei confronti della serata passata ad ascoltare piuttosto che a guardare. Questi diffusori hanno una elevata WAF (wife acceptance factor) perché è impossibile non farsi catturare dalla musica quando è viva. E anche questo è un punto non piccolo a loro favore. ;)